Occorre una mattina di vento in una piazzola a distanza da piante per incendiare gli ulivastri che hanno il pregio di bruciare subito con l’incendio di poca gramigna secca nel mezzo.
Ci pensa il vento a comporre e scomporre nuvole bianche, alzarle e aggrinzirle, spostarle e penetrare di fumo ogni spazio privo di qualcosa non lo faccia entrare.
L’effetto è qualcosa di simile alla fine trasmissioni RAI o al prete dondola l’incenso, ma questo fra gli ulivi è più divertente.
Le frasche per la cottura delle salsicce sono già messe da parte, quelle bruciano sono in più.
Nerone di Vertine 🙂
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posso contribuire al falò (salsicciaro) con la potatura degli allori (allori doc: provenzali e super acclimatati, quasi infestanti, anche se non mi piace l’aggettivo, perché ogni pianta ha diritto di cittadinanza)!
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Giornate indimenticabili sotto gli ulivi con le Vostre specialità …..
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Sempre meglio Nerone di… che usurpare porte di… nome proprio di luogo appartenente a tanti e non a uno di passaggio cara an.
Silvana, son messo bene anche ad alloro, accanto a dove si cuocerà, ce ne è una pianta grossotta e nel mezzo a fare bracie ci sarà acneh un pò di frasche di leccio che non credo siano raffinate come ulivo e alloro, ma male non ci stanno.
Valerio, tenetevi pronti che a stagion bona si riparte 🙂
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Nooo, il leccio no, puzza di muffa appesta… Alloro, alloro.. Anche qualche gineprotto non ci starebbe male.
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allora, alloro!
quoto filippocintolesi@!!! Va bene il ginepro, il taglio dell’olivo, l’alloro.
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Il tuo blog è sempre bellissimo!
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Ci parlate voi con la forestale se volete cuocere le salsicce con i ginepri di bosco…
Il leccio.. che sarano mai tre frasche tagliate al leccio cresciuto solo sotto al parco di Vertine!!!!
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