Un elicottero della Forestale è ronzato per un quarto d’ora sopra dei siti di interesse loro come fosse telecomandato da terra dai pensieri di un tizio che danzava raccogliendo drupe.
Il tizio si è immedesimato con dolore di querce tagliate, piante di olivo sepolte vive, altre querce che hanno dato spazio ad un annesso agreste in pura pietra abitato, poi svuotato che nelle mappe non risulta.
Poi sopra una miniera aperta, poi è ripartito nella direzione di arrivo: una recinzione poco documentata e una recezione sigillata.
Un quarto d’ora per ripensare a tante piante che non ci sono più, a legalità in disuso e artigiani che per lavorare devono ungere non olio.
Dalla gioia pareva di essere dentro una scena del film Casablanca e pigliava voglia di cantare a tutto fiato un inno di grande libertà e riscatto.
Anche Rik, guardava l’elicottero invece degli occhi della bellissima Ilsa e quando il velivolo è sparito hanno invitato Sam a suonarla ancora.
Ti voglio bene Corpo Forestale dello Stato, anche se Ingrid Bergman è molto più bella.