Barili sculati, uva e mosto del 2008

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Si parte sempre dall’uva, come di norma per chi fa vino dovrebbe essere.

L’annata 2008 è stata difficile, problemi di allegagione fino alla fine di giugno, ritardo nella fioritura e nello sviluppo, scossa di grandine mista acqua quanto basta per rovinare buona parte dell’uva, tocco finale di daini che hanno fatto piazza pulita in una notte.

Quindi a questo punto, tre soluzioni.

Lasciar perdere la produzione di vino per quest’anno, riempire lo spazio vuoto comprando uva alla luce del sole come si deve, vinificare quei pochi grappoli rimasti e fare una testimonianza  con una ventina di bottiglie di vino per berle noi.

Siccome a fare vino ci divertiamo e ci piace farlo, si è optato per l’acquisto di uva da un contadino che cura come figlie le proprie viti, per cui da quell’uva verrà fuori un vino chiamato “Il 2008 di Filippo Cintolesi” e non verrà prodotta una sola bottiglia di Salvino, dato che l’uva non proviene dai vigneti del Podere Erbolo.

Meglio dire le cose come stanno e non tenere tutto all’oscuro della cantina, una forma di rispetto prima di tutto per noi stessi che lo facciamo e crediamo in certe cose, in secondo, una forma di rispetto per chi quel vino lo comprerà e lo berrà.

Si parte con le cose fatte. La prima, provvedere alla tenuta dei barili di legno per la fementazione dell’uva, dato che una sosta di quasi un anno le aveva allentate.

Giorni di bagno in acqua con una punta di metabisolfito, e i barili sono pronti a non versare neanche una goccia di mosto fuori dalle doghe.

L’uva, (tutta sangiovese) sana e perfetta è stata tenuta sulla pianta il più possibile, il tempo utile affinchè se ne cogliessero le caratteristiche di maturazione migliore, anche con il rischio di una pioggia che poi avrebbe diluito tutto e alimentato la botrite.

Raccolta e immediata diraspatura con sistemazione nei barili sculati per la fermentazione.

In ogni barile sono andati 3 quintali di uva, con l’aggiunta di 10 grammi di metabisolfito a quintale.

Il futuro grado alcolico dopo la fermentazione, sarà di 12 gradi, con la pratica del governo con uva, contiamo di arrivare a 12,5, ma di questo ne parleremo più avanti.

Nessuna aggiunta di lieviti selezionati, ma senza nessun dogma, se dopo un giorno dal riempimento non fosse partita la fermentazione, sarebbero stati aggiunti senza problemi.

Invece, la mattina dopo, grazie anche al fatto che l’uva è arrivata in cantina a 19 gradi, la fermentazione era già iniziata tranquillamente e la cantina era piena di quel pizzicore profumo di vino nuovo a divenire.

Al secondo giorno sono iniziati i massaggi e le manipolazioni dell’uva e del mosto, ma anche di questo se ne parlerà più avanti insieme ad un’altra serie di foto.

Intanto guardate l’uva, i barili, la diraspatura, il riempimento.

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0 Responses to Barili sculati, uva e mosto del 2008

  1. Avatar di Claudio Claudio ha detto:

    Peccato per la raccolta …. le foto sono belle e penso che verra’ un buon vino.

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  2. Avatar di andrea Andrea Pagliantini ha detto:

    Succedono anche quelle cose raccontate, fa parte del gioco e non ci si può far n iente.
    Però di una cosa posso garantire: verrà un vino magnifico.

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