Piove,
seguo la speranza non si trasformi in grandine fisica
e si riversa su di te.
Desidero il tuo stare bene,
voglio il tuo sorriso
sia pur disteso
nell’ azzurra coperta della malinconia
di giorni che tornano uguali.
Bisogno di reciproco movimento di labbra
carezze nei capelli corti
con poca neve sulle tempie.
Rappresenta la luce di uno sfondo,
un’onda anomala
che rinnova la sorpresa
di quanto sei linearmente donna.
Di quanto sei tenacemente bella,
di quanto il mare che ti trattiene
sia poca cosa in confronto a te,
che sorridi.



Leggo con piacere le carezze con cui ti prendi cura, con cui coltivi, la “morbida mora”(consentimi di usare una tua immagine)..scrivo anche io per la mia “morbida ..ma la terra su cui piovono le mie parole è inaridita da incuria dolosa e mortificata da grandinate di orrori..ma quella terra è il mio orizzonte..è l’unica terra in cui desidero affondare le mie mani, sporcarmi, faticare, sudare per rivederla di nuovo fertile..e non mi stancherò mai di coltivarla e di prendermene cura.
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