Attenti a loro due

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Il tizio per cui ho lavorato a cui mandavo avanti la gestione aziendale e corrente,

quattro anni in forma carbonara, per altri due in forma strana, mi apostrofava spesso con un modo di dire gettato come una condoglianza, come una compassione caritatevole, a mò di presa per il culo.

“Lei non farà mai carriera, è troppo onesto”, altri, meno diplomatici e più diretti davano o danno al Pagliantini che scrive la nozione di bischero per non approfittarmi delle situazioni o stendere un velo su cose che non mi vanno, facendo finta di niente, pur di tirar dalla mia parte il maggior interesse possibile, accettando e incamerando.

E’ un modo di fare che non mi appartiene, come mi risulta strana e friabile la diplomazia dei compromessi e dell’accucciamento in virtù di un mero interesse privato quando si stanano fattori che non coincidono con un certo modo di campare.

E’ dura, ma non auspico nè comprensione, nè paternalistiche candele votive, ognuno è come crede, sobrio solo se ne è consapevole e se ne paga sulla propria pelle le conseguenze.

In virtù di varie cose, la certezza è che domattina sorgerà il sole e che ad una certa ora fra colori purpurei tramonterà, in mezzo le certezze condite di sogno o di illusione si dipanano e se questi due signori sopra riportati sono coloro a cui devo dar credito per fare di questo paese un posto in cui le persone normali, gli onesti, devono smettere di passare da fresconi, ho tanti di quei dubbi e sorrisini fetidi da annebbiare.

Uno è un bonaccione a cui spesso capita di credere che il paese buonista che ha in mente e predica esista davvero e prospetta per noi una nazione kennediana dove tutti hanno la macchina, il giardino fiorito, la moglie, un cane, tipico delle commedie americane.

Il secondo, è ben conosciuto, si sa da dove viene e dove vuole andare, in un paese di furbi e per furbi, ce lo meritiamo primo ministro a vita perchè nessuno meglio di lui manifesta il nostro carattere piratello e tirainculo a pro proprio.

Di affidarmi a questi due, il re e la contessa di Castiglione che amoreggiano di nascosto mentre fuori si pungono, per sperare di vedere un sistema di società un pò meno perverso ed egoista, è tempo perso come tirare schiaffi ai pomodori verdi per farli diventare rossi e maturi.

Ridurre tutto a loro, a due persone è troppo semplice e americano, in casa chiunque ha uno specchio, riflettiamoci davanti, non l’immagine ma quanto si ha dentro e pensiamo per una volta se avrà senso fare quello che sto facendo a chi ho vicino, animale, persona, verde che sia.

Puntiamoci per una volta il dito contro di fronte al vetro, non diciamo lei, lui, loro, diciamo per una sacra volta io, non per reclamare una virtù per una volta, diamoci un voto, diamoci una strada diversa, evitando si di prenderla nel posteriore, ma almeno evitando di mettercelo.

Diamo un senso ed un peso alle piccole cose quotidiane, a chi si ha vicino, a chi si vuol bene, si scopriranno cose grandissime che riempiono degnamente una vita.

Quando questo si realizzerà, quei due faranno meno paura e più tenerezza e sapremo cavarcela da soli senza bisogno di tutori………………….. rispetta il prossimo tuo diceva un balordo palestinese molti anni indietro.

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2 Responses to Attenti a loro due

  1. Avatar di Mammamsterdam Mammamsterdam ha detto:

    Hai perfettamente ragione, in Italia abbiamo troppo il complesso del fesso, e sembra che solo i “furbi” debbano agire e tirare avanti a tutti i costi.

    Purtroppo ho sempre pensato che abbiamo il paesee i politici che ci meritiamo o che tolleriamo, ed è un gran peccato, perché basterebbe guardarci in faccia per sapere chi siamo e dove vogliamo andare.

    Ma questa è una cosa difficile e dolorosa.

    Ciao,
    Ba
    PS ti ho trovato attraverso Andrea Gori, il mio prof di vino, e il suo blog.

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  2. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    Molto interessante quello che dici, qui e dove scrivi, intanto benvenuta.
    Sono dell’idea che prima di giudicare al di fuori dovremo avere ognuno di noi l’onestà intellettuale di frugarci dentro e capire come siamo.
    E’ facile puntare il dito e agganciare giudizi a questo o quello e arrabbiarci per comportamenti che ci paiono ingiusti.
    Ma la domanda da porsi è. Io in quella determinata situazione in cui posso trarre vantaggio per me, ma devo pestare i piedi a qualcuno che conosco, magari voglio bee, ma anche ad uno sconosciuto, non vedo poi differenza, come mi comporterei?
    Alla luce di questa domanda, abbiamo la gente che ci amministra che ci meritiamo.

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