Giusto un anno fa, il 19 dicembre 2006, siglavo a Siena presso uno studio notarile il contratto di acquisto di un oliveto che di lì a poco sarebbe stato battezzato Campino del Paiolo.
Quel piccolo pezzo di terra quindi compie giusto un anno, durante il quale nei primi mesi mi ci sono dedicato per rifare muri a secco caduti, togliere sassi in gran quantità anche se sembra ci rinascano come se venissero seminati, ogni volta che si muove la terra.
Altri lavori, poi lo stop, dovuto a cause fisiche che qui non è il caso di riportare.
Adesso che compie un anno è ora che inizi a fare i primi passi e a donare quei piccoli sogni riposti, l’inizio come si suol dire di un qualcosa che dia soddisfazione e appena mi sarò un pò ingrandito l’inizio di una nuova avventura.
La soddisfazione più grande, ogni volta che ci passo accanto in macchina o ci passeggio è averlo strappato alle mire cementizie e di costituzione di una grande proprietà che si vuol costituire qui nelle vicinanze.
E’ difficile far comprendere e capire il valore anche simbolico e affettivo, oltre di ricordi di persone che non ci sono più, che hanno questi luoghi in cui sono nato, e vi ho lavorato, a chi viene da fuori animato non certo da sogni o dal rispetto che sento di dover dare a questi quattro sassi.
Vi è tanta soddisfazione vedere piantati là sopra olivi che hanno chissà quanti anni, insieme ad altri messi più recentemente e qualcuno anche da me nel corso di questo anno.
Possono dormire sonni tranquilli e dare le olive che ritengono più opportune a seconda di quanto merito, nessuno farà loro del male.
