Malico svolto

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Fermentazione malolattica svolta a tempo di record al Podere Erbolo, frutto del perfetto equilibrio della maturazione dell’uva fra componente zuccherina ed acida.

A questo punto si spenge il riscaldamento e  si impone un travaso, sempre all’aria, a caduta in un mastello e senza l’ausilio di una pompa, in modo da volatilizzare i “puzzacci” della fermentazione, ma senza sbattere troppo il vino.

Una volta tolte le fecce dai barili, lavaggio come si deve, sgrondatura per la durata di un giorno, avvinatura e successivo riempimento con il vino pulito.

E’ a questo punto che si pensa alla prima solfitazione, all’ aggiunta  di metabisolfito; nel vino i residui di solforosa sono minimi o nulli a questo punto, dopo tutti i travasi, rimontaggi all’aperto e svinatura.

La dose di metabisolfito da mettere in questo frangente per me è di 6 grammi ad ettolitro in modo da avere un tenore di solforosa libera compreso fra i 25 ed i 30 mg e di stare tranquilli da ogni punto di vista e senza il bisogno di fare aggiunte continue che alzerebbero solo il livello della totale.

A questo punto, e so di scontentare tanti palati fini, si  passa a fare la stabilizzazione tartarica con il semplice aiuto delle condizioni climatiche e della temperatura del momento.

Il vino starà in cantina a temperatura ambiente compresa fra gli 8 e i 10 gradi e questo sbalzo di temperatura consentirà al vino di ripulirsi e far precipitare i tartrati.

A primavera, appena prima che la la temperatura tornerà  ad essere gradevole, si impone un nuovo travaso per impedire che i tartrati possano di nuovo risciogliersi nel vino, a quel punto, dopo averlo rimesso a pulito, la sola cosa da fare è assaggiarlo, ma non spesso e dargli tutto il tempo che gli serve per l’affinamento nel legno senza mettergli fretta e aspettando il momento giusto per metterlo in bottiglia.

Nel vino di questa annata vengono riposte grandi aspettative.

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1 Response to Malico svolto

  1. Avatar di Filippo Cintolesi Filippo Cintolesi ha detto:

    Giustamente distingui fra libera e totale: a questo punto infatti sono minimi o nulli i residui di solforosa _libera_. Purtroppo quando ci si riferisce a quanta SO2 contiene un vino (dal punto di vista del consumatore), ci si riferisce alla totale..

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