Cerchiamo di fare un bilancio come se nella realtà fossi una normale azienda agraria, e non un piccolo passionista amante dell’olio.
Tenere un oliveto a giardino come mi piace vedere, comporta per kg di olio prodotto, queste cifre:
concimatura (letame) € 7.81
spargimento € 3.12
potatura e bruciatura
delle ramaglie € 9.37
raccolta € 8.75
molitura olive € 1.71
lavorazione terreni € 4.68
totale 1 kg olio €35.44
Questo senza considerare i materiali come teli, cassette, agevolatore, considerando che l’oliveta che ho preso era non potata e concimata da varie campagne e le cifre estreme di stavolta, nel prossimo anno saranno più contenute.
Comunque, dato che non sono un’azienda e a fare le lavorazioni siamo io e un familiare, considerando nulla la manodopera, solo di spese vive, un kg di olio viene a costare la bellezza di 9.52 €.
Le cifre sono brutali e parlano chiaro.
Fare olio qui nel Chianti Classico, in un territorio aspro, dalle rese per pianta basse e con i vari capricci del tempo, economicamente parlando, è un dramma, se si sta solo alle cifre e ai numeri, uno dovrebbe concentrare la propria attenzione su altro.
Però, siccome non si vive di soli numeri, ma anche di gusto e piacere per ciò che si fa, vado avanti, ed anche con maggiore entusiasmo.
Gli olivi, qui, sono storia, paesaggio, cultura e piacere di mangiare una bruschetta con l’olio appena uscito dal frantoio, però la mia piccola entità va rapportata con altre dimensioni, in un discorso più generale, e per una azienda agraria, l’olio nel Chianti Classico, ha un futuro fatto di difficoltà, e questo certo non da ora.
Vi è anche il fatto però che vi è un popolo di usufruitori, come turisti, albergatori, ristoratori ecc. di quel panorama che noi giardinieri degli olivi continuiamo a mantenere a costo di tempo, risorse, spese.
Pochi di questi usuifrutori sanno cosa vi sia dietro 1 litro/kg di olio, poche attività prendono per i loro esercizi l’olio prodotto localmente.
Anche in un territorio di tradizione e consumo come questo, se ne è perso il valore e il patrimonio, venderlo sfuso alle famiglie come una volta si poteva fare, diventa difficile se non impossibile.
Il prezzo dello sfuso varia fra i 9-10 €, ed è già giudicato molto caro e con questo prezzo non vengono coperte neanche le spese.
E’ triste, ma la gente in generale spende più volentieri nella qualità dell’olio per la macchina che in quello che porta in tavola per condire un’insalata o una carne alla brace.
In qualche modo, se si vuole mantenere questi scorci e panorami e la produzione dell’olio ad essa legata, gli usufruitori del territorio devono dare una mano, altrimenti credo che tanti scorci mozzafiato fotografati e ammirati, presto non saranno più tali e tanti turisti andranno in cerca di ben altri luoghi da immortalare.
