Il CompleUnto a Villa a Sesta

“Però è stata una bella giornata: bella, libera, stupida, come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne capiterà un’altra…”
Serve una citazione colta e romantica, come quella che Giorgio Perozzi (il giornalista de La Nazione interpretato magistralmente da Philippe Noiret in Amici Miei) pensa fra se e se prima di addormentarsi dopo una giornata piena di scherzi e zingarate glaciali e artiche.

Il posto in prima fila spetta alla forza motrice di Villa a Sesta. Quel gruppo di persone che tiene in vita il Circolo, la cucina, l’eversione di esserci e di divertirsi pur nella fatica.
Il mezzo secolo di Giovanni Bianchi festeggiato nei rivoli villesi, della Contea di Casaloni, delle sacre cattedre del Sarrocchi, affluenti calabresi, poliziani, bullettai, vertinesi e ascianesi.
La bontà e grande freschezza dei vini calabresi, il tramonto corallo sopra la villa di Pagliaia, quella musica anni ’70 che narcotizza sciatiche e cervicali.

Il sogno della porchetta e dei girasoli di Casetta, i buoni propositi di un futuro viaggio alla fine del mondo, un mezzo secolo ben speso, tre ben distinguibili fischi di accenno Internazionale.
Grilli, cicale, lucciole, odore di zolfo nelle viti, rondine sempre in volo.

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