Lecce, 21 marzo 2011

pesciolino-rosso

La zia sosteneva con forza che eri bellissimo. A guardarti bene, in quella piccinezza di schermo del telefono, avevi più l’aspetto di un ranocchio che di un pesciolino.
Contraddire la zia, non è mai stato salutare, specie in un momento nel quale il vento girava nel senso opposto al normale andare.
Lei che ha sempre avuto uno sguardo lungimirante e rivolto al futuro, sapeva, in cuor suo, che il suo piccolo grande uomo sarebbe cresciuto in altezza (non come lei) radioso (come lei) gioioso di vedere e vivere ogni giorno con le spalle protette da tre grandi donne: soleggiato Alessandro.

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