L’infinito sentimento di rotoballe

Le rotoballe più belle si ascoltano in ogni periodo di campagna elettorale quando un insieme di slogan si mescola a boiate, pronunciate da chi si è accorto che stare a sedere sul velluto ed essere servti è più lieve e piacevole che stare in campagna a tagliare il fieno.
Ma la campagna non fa sconti, guarda negli occhi, pretende il meglio da pensiero e sentimenti.
Le rotoballe più belle, cadenzate come circolari opere d’arte, sono cipressi momentanei che seguono un filo logico di punti da congiungere, trovando alla rotoballe successiva un punto di vista diverso, più armonico, più intrigante per perdersi nel mare di rotondità cerealicola di Torre a Castello.

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