Potare ulivi

Cose svolte gerarchicamente da ultimi, a cui si stanno approcciando seriamente in tanti che hanno più dimestichezza con le rotoballe di cavilli e l’ottusità laconica del burocrate in cerca di qualche stralcio di posto al sole.
Con la differenza che l’inerzia fin qui  accumulata non crea punteggio e l’ulivo ti punisce se diventa di non tua competenza.
Si ripulisce il tronco e l’interno dai talli/succhioni improduttivi, si elimina qualche ramo interno con due strisciate di sega, si schiarisce – aprono le gronde all’aria, si acconciano le punte lasciando un vettino che tira e conduce la linfa. Si bruciano gli olivastri che producono un leggero e delicato profumo di incenso.
Si spera che le avversità climatiche siano clementi, i cinghiali non disfino troppo i muri a secco, i daini non pascolino troppe foglie di ulivo.

Questa voce è stata pubblicata in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2020, La porta di Vertine e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...