Il colle di Montaperti

Aspettare l’alba sul colle di Montaperti in una mattina gelida e ventosa non è infliggersi una penitenza corporale per una pena da espiare ma vedere con le papille della vita il luogo di uno scontro drammatico fra potenze militari ed economiche del 1200 in una piana sottostante in cui il torrente Arbia, sentendo Dante, si tinse di rosso.
Il gelo nelle ossa è per il vento che porta i rumori infernali di cavalli sventrati, uomini e ferro, lamenti senza nazionalità.
Poco distante il mattino appena sveglio amplifica il suono del belato di pecore in una stalla di cemento prefabbricato piuttosto brutto, ma il cui formaggio scalda le brume di un’alba fredda al friabile sapore dei primi amorosi raggi di sole che asciugano le ali con gli occhiali appannati.
Più che le battaglie e le guerre può il pecorino buono.

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0 Responses to Il colle di Montaperti

  1. Avatar di Dario Dario ha detto:

    Se il cacio è di Corbeddu, allora eri a Montapertaccio (che come toponimo m’è sempre più garbato)

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  2. Avatar di an an ha detto:

    “Più che le battaglie e le guerre può il pecorino buono”……………….
    …… e una rondine che ti manca tanto..

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  3. Avatar di Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini ha detto:

    E’ Montapertaccio il toponimo giusto del pecorino, che a dispetto del nome dispregiativo, è un cacio parecchio buono e le pecore, quando la stagione lo permette hanno come pascolo delle spettacolari colline ondulati di inizio crete.

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  4. Avatar di filippocintolesi filippocintolesi ha detto:

    Montapertaccio e’ il colle della battaglia. Monteaperti, poi, manco esisterebbe. C’e’ Pancole.

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  5. Avatar di Dario Dario ha detto:

    Che poi Bocca degli Abati si palesò come rincartato alle Pansarine, con quell’altri che scendevano a tutta randa da Monselvoli.

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