Prodotto quasi alla porta di Siena o, pigliandola larga, come si legge nella controetichetta, “fra i territori di Montalcino e del Chianti Classico” (o fra La via Emilia e il West come canta Guccini).
Di fatto nasce nel territorio dei Colli Senesi, denominazione che perde fregiandosi della dizione e disciplinare del Chianti Superiore.
Sdrucito fra un’acidità totale imponente, alcol penetrante e legno amabile e abbondante.
Sangiovese e Canaiolo.
La dicitura giusta potrebbe essere Colli Senesi e basta! 😉
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Esatto. Quale Chianti?
Anzi, si potrebbe pure spezzare una lancia per il microterritorio della Valdipugna che ricordo fin dalla prima adolescenza come microterra di vini niente male, poco fuori le porte della citta’.
Tre vini “del senese” ricordo con particolare piacere: quello di Catignano, quello “del Rapaccini” (dunque presumo di fra Pontignano e Geggiano) e quello di Valdipugna.
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Colli senesi sarebbe la dizione perfetta per identificare il vino e la zona di produzione senza tante acrobazie avvitorcolate che generano solo una gran confusione.
La zona di produzione non è per niente male, ma il vino in questione non è un fenomeno.
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Il vino del Conte……
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Massimo rispetto del conte al quale dopo aver letto del suo vino un poco Fumi-cheranno, ma il vino non è granchè.
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