La rogna non è avere ulivi ma gente li abbandona e trova olio di larga provenienza che provvede a vendere come proprio e locale.
La rogna è causa di un batterio che si insinua nelle ferite causate da eventi come la grandine o durante raccolta e potatura quando la pianta è bagnata e subisce screpolature.
Le parti interessate hanno dei rigonfiamenti che ingrossano e aprono il ramo colpito, non ne risente la qualità dell’olio ma ne dipende la sopravvivenza della pianta e un buon sistema per combatterla è amputare le parti colpite avendo cura di disinfettare forbici e seghetto prima di passare a una pianta sana.
L’infezione, essendo di origine batterica povrebbe essere curata con antibiotici, ma il loro uso non è previsto per agricoltura. L’amputazione dei rami colpiti rimane la miglior cura insieme all’uso di poltiglia bordolese per disinfettare.
Le foto illustrano il tronco di sei piante colpite dalla grandine: poltiglia bordolese soda data a pennello nelle parti malate senza vergognarsi di far diventare i tronchi celesti.
I tronchi celesti avvisano che qualcuno si sta prendendo cura degli alberi. Per questo quando vedo tronchi celesti sono sereno.
Nessuna vergogna, anzi….
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Almeno sono alla luce del sole e non sono abbandonati a se stessi producendo ulive reali anche adesso, in un nomento non facile, ma non mancherà mai rispetto per loro e per il luogo in cui si trovano.
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Buongiorno, sono francesco bruno, ho circa 100 piante di ulivo di 25 anni ad un’altezza di 420 m sul livello del mare. alcune piante si presentano con il tronco ammalato come illustrato nella foto da voi pubblicate. gradirei sapere che tipo di trattamento effettuare. i rami malati sono d’accordo a tagliarli mail tronco?. nell’augurare buona giornata ringrazio ed aspetto vostra notizie.-
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Basta avere un po’ di pazienza e una roncola per levare le protusioni di rogna e poi fare una soluzione densa di poltiglia bordolese e applicarla a pennello sulle parti più malate.
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