Si diceva i nomi, le storie, i paesaggi sono importanti.
Capita di incontrare al Vinitali un’azienda che espone all’interno del proprio spazio una gigantografia fotografica di un paesaggio viticolo che usa come tale per pubblicizzare il proprio vino e il proprio marchio.
A domanda di dove sia una tale bellezza la signora allo stand risponde si tratti di “un panorama si vede dalla casa padronale posta in quel di Casole d’Elsa” traendo da questo la copertura al fatto anche le vigne lo siano e diano il vino in mostra e assaggio.
Peccato lo sfondo in questione lo veda ogni giorno della mia vita e rappresenti i vigneti rosseggianti del Castello di Meleto e le due costruzioni siano delle ex case coloniche divenute da anni case private poste esattamente di fronte all’oliveta di Vertine con Radda in Chianti sullo sfondo.
Le foto sono fatte in stagioni diverse e con apparecchi digitali qualitativamente differenti, ma il luogo è il medesimo.
Non è la prima volta che un posto famoso come Vertine viene usato a sproposito da gente non c’entra niente con la storia, il paesaggio, le vigne, le genti vi abitano e vivono da sempre: pare sia destino di luoghi belli e famosi che sono di chi li abita e di tutti e quindi di nessuno, che vengano utilizzati a fini commerciali senza che vi sia obiezione all’utilizzo di nome proprio di luogo o panorama non certo di proprietà.
La porta della furbizia è sempre in agguato.
“Da Casole d’Elsa si vede Meleto,
Cristo li fa e poi gli dà il vigneto”
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E poi avere la sfortuna di vederlo te quel pannello fotografico, è proprio la porta della sfortuna 🙂
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Bravo e posso copiare il tuo intervento e pubblicarlo su fb?
Loredana
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Sport praticatissimo. Vedi quel roccolo di cipressi di San Quirico, finiti persino nel depliant di un agriturismo marchigiano!!!.
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Siamo messi bene!!!! magari il loro pannello si era rotto e quindi lo hanno sostituito con un’altro…. hahahaha
Immagino che tu non sia il solo ad essertene accorto….
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questi c’hanno tutto, BRUNELLO, MORELLINO, chissà che gliene frega di prende qualche paesaggio in quà e là…………..e il gioco è fatto!
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Fatto bene a segnalare questa cosa.
Molti avrebero fatto finta di niente e si sarebbero girati dalla parte opposta.
Non Andrea cuor di leone.
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Oh Andrea a me questa cosa mi fa impazzire! Te sei il numero uno! Spero vivamente che tu glielo abbia detto che quelle colline le vedi tutti i giorni! Inoltre Vita ha notato un’ottima cosa… Morellino, Brunello, c’hanno le vigne a Casole d’Elsa….. oh questi quanto vino fanno??? Ma sopratutto come lo fanno??? Io personalmente non credo in questi “mix” di cantine… cioè non mi piace vedere produttori che producono sia un tipo di vino che un altro… per me è sinonimo di interesse al soldo e non di interesse al vino… il vino è una cosa seria e pertanto seriamente va trattato! Questi secondo me ‘un c’hanno capito niente! Purtroppo tanta gente non la pensa come me… peccato!!!
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I ladri di panorami sono sempre pronti, ahimé…
Hai mai saputo, se ti può consolare, del cartellone per i mondiali di sci?
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.Cortina……..e la Madonna di Campiglio…’na favola
Ambra
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Dopo che la signora mi ha detto “Si tratta di una veduta dalla casa padronale di Casole d’Elsa” le ho fatto ripetere il luogo perchè non ci volevo credere.
Le ho detto che io quel panorama lo vedo ogni giorno dalla porta dell’oliveta di Vertine e lei andava sul non è possibile.
Facendole presente i nomi delle case nella foto, le viti piantate in quelle vigne dai colori sgargianti ha detto avrebbe fatto presente la cosa alla proprietà senza molto scomporsi.
La signora se non erro è una addetta alle vendite o al marketing…non dico altro.
Come sia fatto il loro vino non lo so: non l’ho assaggiato perchè non mi interessava assolutamente saperlo.
Lo sport di utilizzare immagini, luoghi, panorami, nomi, storie altrui è una pratica diffusa che spesso ho narrato su questo blog e non mi piace per niente perchè si dice una cosa per un’altra, perchè si vende ciò non si è, perchè furbescamente si cerca lo sfondo o il nome famoso per essere trainati non entrandoci la porta di nulla.
@ Loredana, usa ciò trovi qua sopra, non c’è alcun problema
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uno scandalo. Ma ormai non c’è più nulla da scandalizzarsi. Aime! In che mondo si vive… penso ai nostri ragazzi adolescenti che proprio non ci capiscono nulla in questo marasma di bugie
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Le bugie ci sono sempre state Paolo, il bello è che ora ti fanno credere Cristo è morto dal freddo e i paraculi disonesti siano dei perseguitati.
Chissà non sia così anche per i signori della Porta di Villa Lucia che andranno a dire che ce l’ho con loro e li perseguito che sono dei candidi.
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Andrea, guarda un po’ a San Quirico d’Orcia come sono avanti 🙂
http://viaggi.repubblica.it/articolo/san-quirico-si-d-il-copyright/224127
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Hanno fatto proprio bene, tutti utilizzano immagini di quel posto a sproposito e fanno bene a tutelare i loro luoghi da questo punto di vista.
Però se sono furbi dovrebbero tutelare anche i nomi, altrimenti passa il primo americano o pelo sullo stomaco d’affarista e si trovano etichette come Porta della Val d’Orcia, CAstello di San Quirico e amenità varie.
L’aggiornamento di fra un poco del blog parlerà ancora una volta di storielle ambigue di questo genere..
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