Potatura cordone speronato

L’operazione in se è piuttosto monotona non fosse per la stralciatura che diversifica i movimenti e le attenzioni di non pigliare un colpo di vite nel viso mentre si tirano via le parti tagliate.

Vi sono diverse correnti di pensiero su come svolgere questa operazione, come tagliare e cosa lasciare ma non si prendono in considerazione oroscopo e ascendenti e non si da un bacino sui tagli appena fatti nelle viti come vorrebbero i biodinamici alla moda.

In questo caso  la pianta è potata a due occhi cercando di fruttare i razzoli più vigorosi neanche quelli più diritti nel tentativo di dare un barlume di rinnovamento a dove  fruttificherà, spostando il baricentro in una serie di tagliature che produrranno  gonfiori da rimuovere ogni anno.

A maggio si può rimuovere manualmente il tralcio di una gemma dopo lo scongiurato pericolo delle gelate, si possono lasciare tutte e due, si può pensare di riempire la pianta di uva o eliminarla ai primi barlumi di maturazione togliendo parte dei grappoli…..

Il buonsenso impone meno passaggi, meno costi per avere un barlume di meglio possibile, la potatura corrisponde in gran parte alla qualità del vino futuro in cui la mano dell’uomo può incidere rispetto all’altalena delle stagioni.

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0 risposte a Potatura cordone speronato

  1. Pingback: Ho adottato un filare di vite nel Chianti

  2. Michele Braganti ha detto:

    …qui da noi si pota a capo e razzolo….o per i piu’ fighetti a ghio’….pronunciato con la bocca chiusa in punta,tipo culo di gallina…..
    che poi non sarebbe altro che il classico cappuccio toscano semplice…..
    …..richiede piu’ lavorazioni ma stressa meno la pianta e si investe sulla durata e l’eta’ della stessa…….un si puo mica rifa’ i vignati ogni 20 anni come predicano certi tromboni……

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    Suona meglio capo e razzolo e anche per conto mio è la forma in cui la vite da il meglio di se rinnovandola ogni anno nella parte di legno va a produrre uva.
    Ora i tromboncini predicano l’alberello faverello…….. sono sempre all’avanguardia, c’è poco da fare, tanto le vigne da rifare ogni venti anni un le pagano mica loro….

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  4. Stefania ha detto:

    A me il capo e razzolo me lo ha insegnato il grande Gigi, zio di Andrea alle vigne di Girasole!Dopo aver fatto le varie manzioni nella vigna e in cantina, finalmente ho incominciato a potare….poi son diventata giardiniera….quasi 18 anni fa! Mi ricordo ancora le pennellate di fard naturale…………….vuoi mettere le gote striate da un tralcio di vite mentre stralci, che ti arriva in faccia all’improvviso!😉

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  5. gian paolo ha detto:

    buon -Giorno tosco!!!
    finalmente dopo tanto parlare di papy,ruby…tanto lo si sapeva che rubava..e passerone varie si torna a parlare di potatura !!Io preferisco il capo e razzolo però devo ammettere che il c. sper. è molto comodo e veloce ;oltre la potatura un aspetto che faccio sempre è la scacchiatura.qui in pianura dove ogni pianta si crede di essere come il nostro premier,per ogni gemma “sputa” tanti tralci quante sono le ladis del bunga bunga, e allora occorre ridurle a una sola…ciao Gp
    P.S. ho mandato i miei vini a Roma in gita per la festa di Domenica.. tu ci sarai?

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Macchè tosco, io so’ di Vertine.
    Lo sai meglio di me come si devono tenere le viti dato il vino che sai tirar fuori, ma la scacchiatura suona male, qui si dice si levano i mastioli oppure se c’è qualcosa al di sotto del punto d’innesto si dice si leva il servatico.
    Si, lo sapevo che hai i vini a Roma domenica, ma io non ci riesco ad essere, in compenso parte una bella rappresentanza chiantigiana e se ci sei ti ci diverti sicuramente.

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  7. ambra ha detto:

    @dove arrivano i tuoi vini ? Eur o Giustiniana ?
    ciao

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  8. Michele Braganti ha detto:

    ‘i mastioli…..’i fiocini……’i vino che piglia i’ foho…..che bella parlata……il mio vecchio cantiniere che mi ha insegnato parlava cosi….chiantigiano….puro…….andrea e vu siete rimasti in pochi……
    vedi di esserci il 15 che viene una cosa davvero bellina……

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  9. Stefania ha detto:

    @ Ambra…Giustiniana! Ti vedo?
    Gian Paolo, ma te che fai, mandi i vini e basta? Non scendi?

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  10. gian paolo ha detto:

    Mi dispiace,ma non riesco a scendere,però ho mandato i miei vini che è meglio…ciao gian Paolo

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  11. Pingback: Impostare le viti a cordone speronato | Andrea Pagliantini

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