“Te coso, o metti la gambe o con me quassù non ci ritorni”.
Questa frase, detta da un anziano che non c’è più, è l’origine della visita in questo piccolo borgo del Chianti.
Con alcuni amici si cercava di ripercorrere il percorso che il lunedi di Pasqua faceva un pesantissimo crocefisso di legno che veniva portato da una chiesa ad un’altra, scendendo ripide discese e lunghe risalite. (Capito adesso a chi era rivolta la frase dell’anziano?).
Con la jeep è stato impossibile e anche a piedi il percorso si trova piuttosto accidentato dopo che il taglio dei boschi ha un pò cambiato tutto.
Ad Adine però si voleva arrivare e si è dovuti passare per la statale.
Si sono conosciuti Giorgio e Maddalena, trasferiti qui nel 2000 da Ferrara i quali hanno aperto un agriturismo molto carino, non intaccando niente di quello che c’era prima di loro, si chiama Terre Spezzate.
Adine non è patinato, abbiamo fatto un giro e visto una zona recintata da muri di rete saldata e olivi tenuti piuttosto con i piedi.
Ci hanno parlato delle evoluzioni del luogo negli ultimi anni, abbiamo conosciuto altra bella gente, altri Partigiani del Paesaggio.
P.S. alcune foto non sono molto nitide, ma c’è questo!!











