Quando si parla di Franco Ziliani, del suo modo schietto e vero di parlare di vino con competenza, diventa difficile non cadere nei complimenti, quindi passiamo all’ultima chicca di articolo che ha avuto il coraggio di inserire nel suo blog.
La traduzione di un articolo di un altro giornalista e comunicatore vero del vino, il signor Monty Waldin, che fa un’analisi di situazioni pratiche a livello di cantina e di vigna legate al Brunello.
Mancano nomi e cognomi, ma i fatti sono comunque raccapriccianti sotto il profilo etica del fare vino e chi è dentro questo mondo da un pò, comprende bene quanto quell’articolo non possa essere frutto di fantasia.
Questo articolo deve girare ed essere letto: alla fine un altro modo di fare vino deve essere possibile, il più lontano che si può da stregoni di cantina osannati da certa stampa.
Buona lettura e buon ferragosto a tutti.



Leggere queste cose e al tempo stesso leggere che il Brunello è presentato a Casa Italia, fa un certo effetto
http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwODE2MTUxMDU5LnhtbCI7fQ==
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Si, Gianna, è un bel paradosso vedere il Brunello rappresentato fra le eccellenze italiane nel mondo.
Però bisogna anche saper distinguere, perchè nel Brunello c’è gente che lavora onestamente ed è corretta.
Quello che purtroppo non comprendo è perchè questi non si arrabbiano e non urlano che non hanno niente a che fare con i furbetti, anche loro ne sarebbero vittime, ma tutto questo silenzio, lo dico con paura, mi inquieta.
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