
Tom è costretto dalla zia Polly a ridipingere la staccionata: la punizione esemplare a uno dei tanti guai combinati dal ragazzo.
Legno per nove metri di lunghezza per due e settanta di altezza, e la tristezza gli invade lo spirito, soprattutto perché la giornata che sarebbe degna di ben altri programmi.
Inizia a tinteggiare le assi pensando a come uscire da quell’incubo.
Arriva Ben che aveva in programma una bella nuotata nel fiume e Tom con la sua parlantina da grande affabulatore lo intontisce facendogli credere che pitturare una staccionata di sabato è più divertente di un bagno.
Ben si mette a pitturare, mentre Tom è libero di vagare nel mondo.
Un giardino neanche tanto grande, racchiuso da una staccionata bianca, rimanda a una pagina di letteratura sfogliata da ragazzi: “Le avventure di Tom Sawyer” scritte da Mark Twayn nel 1876.