
“Per gli egizi era un dono della dea Iside. Per gli ebrei era un simbolo di rinascita. Per i greci era sacro ad Atena, la dea della saggezza. Per i romani era l’albero sotto il quale erano nati Romolo e Remo.
L’olivo è un albero dal tronco nodoso, con foglie di un verde argentato che rilucono nel sole un odore pungente.
Il suo legnodorato e caldo è resistente ai parassiti ed è adatto a essere intarsiato o scolpito: il legno dei mobili destinati a durare nel tempo, a tramandare arredi e ricordi.
Ma non solo. Provate a dar fuoco a un olivo o a tagliarne il tronco. Ci vorrà molto tempo – anche anni – ma prima o poi spunterà dalla terra un virgulto tenace, arrabbiato, che riporterà in vita l’albero ferito.
Per distruggere un olivo bisogna sradicarlo. Eliminarne le radici, scavando la terra finchè non ne rimanga traccia. Ecco perchè l’olivo è anche un simbolo di immortalità”.
Questo l’olivo delicatamente descritto nel tronco e nella storia della grande scrittirice siciliana Stefania Auci nel libro “L’inverno dei leoni”, il secondo – appassionante – volume sulla saga della famiglia Florio.