“Fragile natura”, le incisioni di Gino Cespoli nel cristallo

Le immagini non rendono giustizia all’abilità e alla profondità d’animo di Gino Cespoli, grande artista del cristallo e grande osservatore della natura nei suoi aspetti più delicati.
Cogliere l’attimo di due uccellini su un rametto che pare di sentrli cinguettare, un daino – con il suo enorme palco – sotto il meriggio di una quercia, incisi in una bottiglia per grandi distillati, rose, cavalli alati, i lunghi colli dei cigni nel calice da spumante.
Oggetti d’arte unici che chi ama la raffinatezza argutadel colpo d’occhio immerso nel verde, comprende l’istante esatto della sfumatura nel cristallo.

Gino Cespoli nasce nel 1932 a San Gimignano da una famiglia contadina che si trasferisce nel fiorente distretto industriale di Colle Val d’Elsa nel 1937.

Non ha ancora compiuto 14 anni e serve la liberatoria del sindaco per poter entrare a lavorare alla più importante vetreria dell’epoca, la Boschi come apprendista.

Il talento è sotto la cenere che cova, la sensibilità nel decorare il vetro lo porta in breve a essere un rinomato artista.
Solo che nel 1953 la Boschi chiude e Gino decide di mettersi in proprio o consorziandosi con altri molatori prestando la sua opera per le grandi vetrerie.
Successivamente nasce la vetreria CALB dalla fusione di due grandi industrie e Gino ne diviene capo reparto fino alla meritata pensione conseguita negli anni ’80.
Da allora coltiva la passione delle passeggiate con il cane e continua a trasferire gli incontri nei boschi e del suo immaginario in pure opere d’arte, una cui parte si trova esposta al Museo del Cristallo in una mostra di scintillante piacevolezza e bravura.

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