
Il Presidente della Regione Eugenio Giani è un uomo di vasta cultura: conosce il CAP di ogni paese della Toscana, dove per cresime, battesimi e comunioni, ha presenziato almeno una volta in ogni singolo podere o frazione.
Non manca nemmeno a quella filastrocca giallognolo vinaccia e pretaiola che si ritrova qualche volta l’anno fra le zuppe acquesantiere mogie della “Lega del Chianti” in ossequiosi antani.
Notevoli un paio di libri da lui medesimo scritti quali: “La Toscana giorno per giorno” e il recente volume dedicato a Pietro Leopoldo di Lorena che sono un cesello per conoscere la Regione nei suoi momenti più alti e arguti (Medici esclusi).
Ma Giani è anche un uomo di sport e di tradizioni: ogni inzio anno mai si esime da un tuffo il primo giorno dell’anno nell’Arno, con il suo costumino panzerotto della Canottieri Firenze.
Però quest’anno fresco di rielezione lo ha voluto festeggiare lontano dal panteganesco rigagnolo che attraversa il risciacquo dei panni di Renzo e Lucia e ha voluto buttarsi nelle acque più limpide e salubri di un tributario di rinterzo dell’Ombrone.
Il tuffo nel torrente Chianti dal ponte e nel tombolo dell’Osteria della Passera è uno di quei fatti che riga la pancera e l’anima.