





























Quest’anno il Presepe monumentale di Rapolano Terme prende spunto da una frase di Papa Francesco inserita nel saggio “Laudato si” pubblicato esattamente dieci anni fa: ” Mai abbiamo maltrattato e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli”.
L’arte presepista rapolanese è fra le più rinomate e conosciute in questo ampio settore di appassionati, per la scelta dei materiali, inventiva degli effetti speciali, scorci del paese o delle frazioni che diventano il set di una nascita che si ripete da oltre duemila anni.
Rapolano e la sua campagna ai primi del Novecento è il tema scelto per il 2025, con il paese che svetta sulla collina cinto dalle mura e con sole due case coloniche intorno, esattamente come si presentava il paese cento anni fa.
C’è il forno acceso con il fuoco e il pane dentro, c’è il pagliaio, il camino da cui esce il fumo, lo stagno con le nane da cui si alza improvvisa una leggera nebbia poco prima che inizi a nevicare e il cielo si volge al tramonto.
Scene di una campagna immacolata dove niente veniva lasciato al caso perchè ogni azione comportava un ragionamento e un motivo di sostentamento per le famiglie contadine che erano da sempre in simbiosi con la natura.
E se è vero che da una palata di sterco possono nascere ortaggi o grano, è troppo più difficile che da un telefono o da una tecnologia non sorretta da ragione, lo sterco diventi ortaggio.
Il Presepe monumentale è visitabile nella chiesa di San Bartolomeo in Piazza del Castellare nei giorni festivi, dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30; il sabato e nei giorni non festivi antecedenti la festa solo dalle 15.