Vistarenni nella storia

Toponimo di origine etrusca “Fistarinne”, corrispondente a un villaggio rurale di non grandi dimensioni caratterizzato dalla parcellizazione delle terre in tanti proprietari, fra cui la Chiesa di Vertine e la Compagnia di Santa Maria a Vertine.

Nel Quattrocento era un villaggio di cinque case, ed era già presente la conduzione mezzadrile con il sistema poderale, ma con un’agricoltura più o meno di sussitenza.
Le cose cambiarono nel XVII Secolo, quando una famiglio fiorentina iniziò ad acquistare i terreni intorno, tanto da mettere insieme edifici, olivete, terreni, boschi sotto la proprietà di Giannozzo Da Cepperello.
Poco meno di un secolo dopo (1714) i Da Cepperello cedettero le proprietà di Vistarenni alla famiglia Pianigiani, i quali aggiunsero le terre appena acquistate ad altri possedimenti che avevano vicino: Adine, Sala, Gualdo, Vertine, facendo di Vistarenni il nucleo dirigenziale.

Tra il XVII e il XVIII Secolo, avvennero grosse trasformazioni, venne meno l’antico villaggio e venne edificata la villa – fattoria, che prima delle modifiche apportate nel Novecento, riprendeva gli edifici tardo rinascimentali.

Cambierà molto anche il paesaggio agrario con terreni coltivati a vite e olivo, con la promiscuità delle colture per le esigenze di sostentamento dei mezzadri.

Nel 1837, prende forma una nuova unità poderale, sorta su un poggio poco distante, il Poggio di Toni.

Nel 1852 le proprietà Pianigiani vengono vendute al principe Ferdinando Strozzi, la cui famiglie le terrà per quasi mezzo secolo.
Alla fine dell’Ottocento entrano in scena i baroni Sonnino(Giorgio, fratello di Sidney, Primo Ministro e più volte Ministro del Regno d’Italia) che insieme ad altre acquisizioni riescono a mettere insieme ben 650 ettari di terreno.

Ai primo del Novecento, la fattoria produceva ben 1200 ettolitri di vino di ottima qualità, stando alle recensioni dell’epoca e fu nel periodo 1914 -1919 che gli investimenti interessarono anche l’edificio padronale (oltre l’edificazione della cantina) con il rifacimento della facciata da parte dell’architetto fiorentino Ludovico Fortini (nella forma che vediamo oggi).

Fu costruita anche la cappellina padronale poco distante dalla fattoria, che i Sonnino vollero adibire a cappella sepolcrale.

Negli anni a cavallo fra Otto e Novecento, la proprietà di Vistarenni risultava composta dai seguenti poderi: Adine I, Adine II, Adine III, Adine IV, Battagliola, Casa al Poggio, Casina di Selvole, Casina di Vertine, Cavarchino, Cavarchione I, Cavarchione II, La Mandria, Montelucci, Poggione, Sala I, Sala II, Sala III, Le Selve, Trabecchi, Vallimaggio, Molino di Selvole, Fontercoli, Ripresa.

Fonte: Il sistema di fattoria nel Chianti Centro Studi Chiantigiani “Clante”.

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