
Piccole donne crescono, studiano, girano il mondo, diventano donne e poi le radici premono, avvertono il bisogno del pur arido e sassoso suolo natio, insostituibile formulario di contraddizioni e ingiustizie, ma che non si può sempre lasciare alla mercè di banditi e farabutti di ogni calibro per loro uso e consumo.
L’esilio ha da essere per gli storti perchè barare è non avere il coraggio di essere onesti.
Si elabora una miscela di mandorle, fichi (popone, arance e cedro candito) miele e le preziose spezie da oriente (che al tempo erano farmaceutiche e afrodisiache) cannella, noce moscata, pepe, chiodo di garofano (chi ci mette le ostie, chi ne fa volentieri a meno).
Indurisce, pizzica al naso, pizzica in gola, ma si ammorbidisce al calore del ferro del camino o nelle vicinanze della stufa, diventa tenerezza con un sorso di sangiovese dalle radici antiche.