I panni sporchi si lavano in famiglia

” I panni sporchi si lavano in famiglia” ebbe a dire un giovane Giulio Andreotti, quando era Sottosegretario del Governo De Gasperi con delega allo spettacolo, relativamente a un film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini (Umberto D.) dove venivano messi in risalto problemi, per non dire la fame e miseria del nostro paese nel primo dopo guerra.

Non stava bene mettere in giro per il mondo quell’Italia con le pezze al culo, come era.

Le ultime letture, nell’ordine sono state: “Questa nostra Italia”, di Corrado Augias, “Regina” una biografia di Maria Josè di Savoia scritta da Arrigo Petacco, “D’improvviso riapparve il Pallone Rosso” di Giuseppe Semboloni.

Stando al pensiero corrente nel paese più felice del mondo, (che inonda di comunicati stampa le redazioni dei giornali narrando tutto il bello che vien fatto, dal cambio di una lampadina a un orto riaperto dai rovi o una perdita dell’acqua tappata) chi non vive, chi non è nato, chi è di fuori, non può occuparsi o parlare del borgo più magico del mondo.
Secondo questa corrente di pensiero, Corrado Augias, essendo romano, non potrebbe parlare di Firenze, Venezia , Fonterutoli o Milano, stesso dicasi per Arrigo Petacco, che essendo stato originario di La Spezia e non essendo stato monarchico, non avrebbe dovuto scrivere di una Regina. L’unico, secondo questa strampalata logica è il poeta della terra e della vita Giuseppe Semboloni, che nato, vissuto, cresciuto a Geggiano, scrive di dove vive.

“In ottemperanza alle vigenti norme….” è il cappello di ogni serie di comunicato alla stampa, del comune più bello del mondo.

Il mandare a dire cose da conto terzisti in stile ammonimento, raccomandazione, consiglio, intimazione, si ritrova in romanzi di un grande narratore siciliano, abituato alla realtà dei fatti, ma anche lui, non incastrato nel borgo più bello del mondo.

Se Norma Parks, erede di importati dall’Africa (in ottemperanza alle vigenti norme….) non si fosse seduta al posto a non lei riservato, il presidente Obama, non sarebbe andato alla Casa Bianca e la ora vice presidente Kamala Harris, avrebbe altro da fare.

Se qualcuno manifesta un pensiero (in ottemperanza alle vigenti norme…) non è per lotta politica, (che potrebbe trattarsi essere semplice opposizione a cui non si è abituati), che nel senso unico degli anni passati, lo sfondo delle macerie della Città ne sono l’emblema e il posto più bello del mondo la succursale.
Se uno esce dal proprio comune, (in ottemperanza alle vigenti norme…) se ha qualcosa da buttare per la strada, una bottiglia, una carta, un materasso, può farlo, dato che non è terra lo riguarda, nè decoro lo colpisce.
Ferdinando Anichini era un maestro elementare, cultore della campagna, storico del Chianti, narratore, commediografo.
Ai suoi ragazzi ha insegnato di voler bene alla campagna, il senso civico, la fatica con la quale si ottengono le cose, l’indignazione per le oscenità (in ottemperanza alle vigenti norme…).
Peppino Impasato, insignificante ragazzo siciliano, se faceva cento passi si ritrovava davanti la casa di Tano Seduto, il pericoloso boss che tutti temevano e che ironicamente prendeva in giro su carta e attraverso una radio.
“La mafia è una montagna di merda” affermava splendidamente, ma la lercia “sottocultura” e sottomissione che ne deriva (in ottemperanza alle vigneti norme…) si è purtroppo intromessa e lastricata nelle menti nelle maniere più deformi

Non avere la pretesa di cambiare il mondo, ma avere un occhio di riguardo per il luogo in cui si vive o a cui si vuole bene, sarebbe la base portante di un futuro migliore.
Affermare che il resto del mondo è brutto e sporco e fare finta di niente in casa propria è da persone senza spina dorsale e il non voler ammettere la realtà.
Lucianino Perozzi è il figlio permaloso e privo di senso dell’umorismo del giornalista Giorgio,il quale afferma che: “Quando penso alla carne della mia carne, divento subito vegetariano”.
Di Lucianini Perozzi, ne è pieno il mondo (in ottemperanza alle vigenti norme….) permalosi, pieni di se, non inclini al dialogo, ma ottusi fino al midollo e chiusi a riccio ai suggerimenti altrui, pronti a negare perfino l’evidenza.
Angelo Vassallo era il sindaco di Pollica, un pescatore con la schiena dritta che le cose le vedeva, le diceva e le faceva (in ottemperanza alle vigenti norme…) non aveva protettori, non era e non poteva essere un pupo azionato da un qualsiasi Conte Zio.
La bellezza dei nostri luoghi, la curiosità storica di approfondire, la voglia e la ricerca di esserci come parentesi cercando di non sporcare e lasciare nel miglior modo di come si è trovato.
La salubrità dell’ambiente e dei prodotti vi nascono. I pesci scomparsi dai torrenti.

La ventilata irruzione di guardie per il controllo, in stile Coppi e Dama Bianca, per verificare con mano, il tepore presente nel letto o sul lenzuolo.

Fazio Fabbrini è stato il sindaco che in Europa, ha istituto la prima ZTL (in ottemperanza alle vigneti norme….) era il sindaco di Siena, pare essere stato dimenticato anche nel paese più bello del mondo.
Una distesa infinita di campi e vigneti arancioni, non del colore naturale e normale dell’erba, (in ottemepranza alle vigenti norme….) di cui è meglio non parlarne, meglio non porre il problema, la parola d’ordine è sempre ignorare, andare addosso al dito e non all’orizzonte.

Certo è che essere permalosi e non dotati di senso dell’umorismo alla Lucianino, non aiuta.
Certo è che essere eletti significa anche ascoltare, servirebbe una visione, un’idea, non quella di soffocare tutto, non quella di anestetizzare i sogni e le prospettive o mandare a dire conto terzi che è più conveniente abbozzare (in ottemperanza alle vigenti norme).
Chiusi a riccio, permalosi che non ridono mai, pronti a mitragliare il mondo di comunicati stampa autocelebrativi e autoreferenziali.
A tali culi di piombo e di paglia, si risponde con un sorriso e con l’invito a parlare sotto un ulivo o sotto una torre senza orologio (in ottemperanza alle vigenti norme) davanti a un sano bicchiere di vino. Felice di essere italiano, felice di non esserlo come voi.

Questa voce è stata pubblicata in Etruscany, Federica e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a I panni sporchi si lavano in famiglia

  1. titta ha detto:

    Una cappa asfissiante di cui non se ne può più

    "Mi piace"

  2. mauro ha detto:

    Accidenti a quando li ho votati.

    "Mi piace"

  3. roby ha detto:

    Attento che sono infidi, permalosi e rancorosi fuori dal normale e se ne potrebbe avere la vita compromessa! occhio!

    "Mi piace"

  4. alighieri ha detto:

    Duri, duri, duri, duri, duri, duri, duri, duri, il nostro è il paese più ridicolo del mondo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...