Berardenga: cassonetti intelligenti, cittadini meno

cassonetto villa chigi 5 luglio

I cassonetti sono intelligenti (con carta personale e apertura elettronica dei coperchi), ma i cittadini parecchio meno,  ne consegue che l’ingresso di Castelnuovo Berardenga per il visitatore che proviene dalle direzioni di Arezzo e Siena, è un cumulo di spazzatura in terra, presso il cancello della prestigiosa Villa Chigi Saracini.

Non è un bello spettacolo, non smuove nonostante tutto, interesse e coscienze, non si vedono grosse soluzioni al tema, meno che meno un’elevazione di civiltà da parte di quanti lasciano i sacchetti all’esterno nel mezzo del paese.
Nel corso del 2020, l’Amministrazione Comunale, doveva dotare il paese di una rete più fitta di telecamere di sorveglianza (per quanto riguarda la sosta selvaggia nella ZTL e nella Piazza Marconi), adesso, si fa urgente monitorare anche i cassonetti, per evitare queste situazioni, nella speranza poi, che qualche colonia di animali, durante la notte, non apra e sparga il contenuto dei sacchetti.

Il cassonetto dell’indifferenziato non si apriva ed era è bloccato da giorni, la Sei è stata avvertita e adesso funziona.

Fonte: Il Cittadino

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2 risposte a Berardenga: cassonetti intelligenti, cittadini meno

  1. Riccardo ha detto:

    La gente non ha capito che se uno fa la corretta separazione dei materiali nella differenziata, come indifferenziato praticamente non c’è più niente; è per questo che la bocca della cassonetto è piccola, proprio per invogliare/costringere la gente a fare la differenziata!!
    E tanti duri e incivili non facendo questo, decidono di abbandonare il sacchetto in terra.
    Questo va detto forte e in tutte le sedi perché molti continuano, dopo DECENNI, a buttare tutta la spazzatura insieme con ovvie ripercussioni nelle bollette perché poi (forse non tutti lo sanno) che negli impianti ci sono degli operatori che A MANO devono dividere carta, cartone, plastica e vetro……

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  2. Andrea Pagliantini ha detto:

    Riccardo, in questo caso da alcuni giorni non si apriva la bocca del cassonetto e mentre alcune persone facevano qualche decina di metri in più per arrivare alla piazzola successiva, altre gettavano a lato il loro sacchetto… e metti uno, metti due, diventano parecchi, come nei contenitori accanto del vetro/plastica.
    Qui non si prende la briga di aprie il sacco dentro le campane, quindi con pochi sacchi si riempie e via in terra quello che ne consegue.
    Come la carta, tre scatole a cassonetto e sono già pieni perchè salirci sopra prima di metterli dentro è fatica.
    Sui cassonetti ci sono i numeri della SEI: fare una telefonatina per dire che il cassonetto non funziona o mandare una mail non è difficle e porta via poco tempo.
    Alla SEI non credo abbiano ancora in dotazione le palle di vetro che predicono i guasti.

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