Senio Venturi e il “purgatorio” della Villa a Sesta

Villa a Sesta è il borgo stellato della Berardenga, rinomato per i suoi ristoranti, per il figlio di Megan ed Harry, chiamato Arci, come il circolo locale, per il Dit’Unto che porta nella seconda domenica del mese di ottobre, migliaia e migliaia di persone a degustare cibi di gran qualità fra le vigne e le viuzze.
Poi si spengono i riflettori e tutto rientra in un limbo sospeso, come la chiesa di Santa Maria, che per colpa di grondaie che non vengono pulite, la superba Madonna lignea di Jacopo della Quercia, (quando piove) con una mano regge il bambino, con l’altra un ombrello, per le solite infiltrazioni d’acqua dal tetto.
Senio Venturi, che gestisce il famoso ristorante l’Asinello, mette in evidenza alcuni fatti che riguardano la vita nel borgo, esposti in modo secco e asciutto, come chi ragiona e ama, e per questo mosso dai sentimenti più puri e migliori.

“La politica intesa come “ideali” troppo spesso ci distrae dalla realtà dei fatti. E siccome come imprenditore mi trovo costretto invece ad analizzare i fatti, devo purtroppo constatare che il  recupero del lavatoio è l’ultimo investimento pubblico fatto a Villa a Sesta (quelli con buona memoria dicono che si parla di una trentina di anni fa).

Villa a Sesta avrebbe bisogno di TUTTO ed invece a Villa a Sesta fino ad oggi da parte delle ultime amministrazione non è stato fatto NIENTE. Adesso, pare, nella ratifica di qualche intervento di manutenzione ordinaria e logistica è stato ulteriormente confermato che non esistono fondi per la ripavimentazione di piazza e strade che purtroppo sono da ANNI ad un livello disastroso. Questa è la realtà, non ci sono interpretazioni possibile. Vivere e lavorare in una realtà del tutto abbandonata dall’amministrazione pubblica è davvero tosta”.

A questo si aggiunge che molte manutenzioni, con impegno e molto senso civico, vengono svolte dagli abitanti, sempre meno di numero dato che la gran parte delle abitazioni non sono in buona salute e negli ultimi tre/quattro mesi, se ne sono andate tre famiglie di giovani che sarebbero volute rimanere.

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2 risposte a Senio Venturi e il “purgatorio” della Villa a Sesta

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