Giulio, il barbiere della materassaia

grace kelly

Grace è una multi miliardaria americana (stabilimento di materassi da milioni di dollari) che ha fatto suo il vecchio detto toscano: “Cacio vinto un si rigioca”.
Lo dimostra il fatto che la sua cucina è più grande della piazza di un qualunque paese, potendo ospitare a sedere oltre un centinaio di persone, messe a desinare con le meglio pietanza e i vini più pregiati, di portata in portata, con l’elicottero posizionato sul tetto dell’abitazione, per andare celermente incontro a uno spritz o a una scarpa di Gucci nel medesimo istante nel quale ne piglia la voglia.
La servitù e le maestranze pasteggiano a Fontalloro e Pergole Torte, la signora Grace, stappa tre bottiglie di Sassicaia al giorno, colazione, desina e cena, moderatamente una bevitrice che odia i rabbocchi.
Cacio vinto un si rigioca, una volta stappata, la bottiglia perde il suo fascino e dopo un bicchiere si dirotta verso le regali fogne.
In vacanza presso la solita boiata antanista per americani nel Chianti, la signora Grace nota nel personale del bar della struttura, il taglio e la pettinatura di una ragazza.
Chiede dove, chiede da chi e la mattina dopo si presenta in bottega di Gulio pretendendo lo stesso taglio pur in un capo diverso.
Giulio è un maestro della forbice e del bigodino, la sua normalità la strega, non sapendole che dire, gli viene spontaneo parlarle del babbo che di novembre va a cogliere le ulive per mettere insieme l’olio di casa e la nottolona americana impazzisce.
Invita Giulio qualche decina di giorni nella propria villa di Miami, dove le camere si misurano in ettari e gli spritz in cisterne e per tre giorni ospite, si diletta a fare il taglio e la permanente a  lei e alle sue segretarie più intime.
Manda Giulio a New York in Cadillac, con le Vespe nel bagagliaio e due forme di parmigiano, al ritorno lo spedisce nelle piscine accanto al mare, ma Giulio si perde fra le stanze che separano l’eliporto dal magazzino delle scarpe, la cantina blindata dal nuovo padiglione della spuma e dall’hangar dei prosciutti Swarovsky.
Tornato nel paesello natale Giulio riassapora il gusto delle ginestre in fiore e la brezza che si infila fra i lecci della Villa, le macchine accatastate in Piazza Marconi e l’annuale corsa dei ciuchi, appuntamento culturale del borgo.
Però due volte l’anno la signora Grace, lo rivuole a fare i capelli al suo mondo accanto: con la sua chiatta di novantuno metri, la prossima settimana sarà nel Salento, zona di rondini belle, e li starà per un mese.
Poi la signora Grace si trasferirà a Taranto, presso l’Ilva, lì le faranno due pocce di ghisa, identiche come ha visto in Scozia, nell’armatura di Maria Stuarda, posta in antico castello fra le brume di nebbia da salmone affumicato.

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Una risposta a Giulio, il barbiere della materassaia

  1. Rocco ha detto:

    Mi fai morire!!! 🤣🤣🤣

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