Antinori, Frescobaldi e Ricasoli nello stesso comune del Chianti

Si riuniscono in un solo comune del Chianti che non è Radda e non è Castellina le tre famiglie aristocratiche fiorentine che nel mondo sono sinonimo di Toscana e di vino.
La Barone Ricasoli che nel proprio feudo di Brolio possiede 250 ettari di vigna di cui 215 a Chianti Classico, titolari della quinta impresa familiare più antica al mondo, la Marchesi Frescobaldi, fresca del recente affitto e certa acquisizione di gran parte dei vigneti (intorno 70 ha) e dell’obbrobrio di cantina (realizzata negli anni 2000) di San Donato in Perano, da cui ha subito buttato fuori dai locali La Porta dei Bischeri dove si erano appena accasati e la Marchesi Antinori, fresca, freschissima di acquisto dell’azienda San Sano con i suoi 87 ha di vigneti, 72 dei quali iscritti a Chianti Classico e della cantina medesima (si spera che non ne erigano un’altra), ampia e già eretta negli anni ’70 per accogliere le uve aziendali.
Il Chianti Classico attualmente è una denominazione in cerca di identità e con le cantine piene da cui fanno incetta gli imbottigliatori che hanno tutto il vantaggio di tenere i prezzi del vino sfuso bassi per cumulizzare un guadagno in base a milioni di pezzi venduti a prezzi nani.

Un territorio vastissimo, al cui interno si trovano i piccoli conferitori di uva a cantine sociali, molte medie aziende che arrancano sul mercato surrogando i lavori nelle vigne, varie grandi tenute che resistono, tante in vendita e varie perle rare conosciute in tutto il mondo quali San Giusto a Rentennano, Badia a Coltibuono, Monteraponi, Caparsa, Val delle Corti, Poggerino, Bibbiano, Felsina, Montevertine, San Felice, Castell’in Villa, altre che si faranno come Cantalici e Istine.
Le fresche aquisizioni di Frescobaldi e Antinori potrebbero portare energia ad una denominazione piuttosto spompata di idee e di risorse e con un vino che non ha una ben chiara identità dopo le sbornie bordolesi degli anni ’90.
Potrebbe trattarsi di saldi di fine stagione o dell’inizio di una nuova era facendo qualche passo indietro…….. e magari spargendo anche meno chimica fra i filari.

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7 risposte a Antinori, Frescobaldi e Ricasoli nello stesso comune del Chianti

  1. lallo ha detto:

    Devio dal tema principale perchè sono incuriosito dall’affitto che hanno devoluto in beneficenza quei coglioni della Porta dei Bischeri….. si sa la cifra della loro incapacità?

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  2. Roberto ha detto:

    Temo che siano saldi di fine stagione…….

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  3. Andrea Pagliantini ha detto:

    La cifra della loro incapacità stavolta è valutabile intorno ai 5.000…….. ben poca cosa rispetto agli scivoloni passati, presenti e futuri.
    Però mi spiace mescolare la Porta dei Bischeri con aziende dal grande nome e blasone quali Ricasoli, Antinori e Frescobaldi che danno lustro alla Toscana e all’Italia…..

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  4. Daniela ha detto:

    Direi che per la porta dei bischeri è appropriato il detto che la farina del diavolo va tutta in crusca!!!! Oppure raccolgono quello che seminano………..

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  5. simone ha detto:

    …..oppure che da sempre si sono sempre levati la sete con il prosciutto 🙂

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  6. Emanuela ha detto:

    I signori Lugosch sono arrivati in un luogo incantevole e non hanno avuto la modestia di capirlo, incentivati da una banda di Ali Babà che li hanno dissanguati e questi sono i risultati……… un’azienda divenuta uno sberleffo tra gli addetti ai lavori per colpa di persone incapaci……… per non dire di peggio.

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  7. Pingback: Antinori acquista la tenuta di Capraia nel Chianti Storico | Andrea Pagliantini

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