Beppe della Casina

All’inizio degli anni ’30 i treni arrivavano in orario e l’olio di ricino era la bevanda nazionale.
Erano in corso grandi opere pubbliche, ma la libertà di pensiero e di opinione non erano previste dal disciplinare, pena, come si è visto, rigorose purghe, manganellate, confino e carcere per i casi più evidenti.
E’ di quell’epoca, ovvero l’inizio degli anni ’30, l’inaugurazione della strada che dal capoluogo porta in un certo paesello pieno di torri.
In quella giornata il podestà, fra spennellate di acqua benedetta e gente vestita di scuro, officiava all’inaugurazione con intorno gli abitanti del luogo che più o meno di malavoglia erano costretti a partecipare facendo da contorno al rito.
C’erano tutti tranne uno: Beppe della Casina che con la scusa di essere stato scippato di parte della terra del podere su cui far passare la nuova strada, non aveva voluto sentir storie e partecipare all’inaugurazione.

Quando le autorità se ne andarono, a poca distanza dal paesello, presso la croce dedicata a Sant’Anna, Beppe della Casina dette un rinfresco personale per l’inaugurazione dando fondo a vino e al vinsanto pur di non bere e stringere le mani ai purgatori di corpo e di anime, con tutta Vertine che partecipava gaudente.
Si chiamava Beppe Pagliantini.

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19 risposte a Beppe della Casina

  1. Francesca Ciancio ha detto:

    Ecco da chi hai preso

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  2. Mammamsterdam ha detto:

    Mi allineo a quanto dice Francesca 🙂

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  3. Cristiano ha detto:

    Mio nonno Sabino ad una di quelle ricorrenze “li'”, ebbe a dire che semplicemente non aveva tempo…risultato: una bella ingollata di olio di ricino. (E non fu l’ultima.)Saluti

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  4. Simone Giunti ha detto:

    Sono d’accordo anche io : rispetti perfettamente la linea genetica!!!

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  5. lugia ha detto:

    si si…ecco da chi hai preso…la stirpe prosegue anche se i tempi cambiano (?cambiano?)..

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  6. N. ha detto:

    .. forse Andrea è una prerogativa di tutti i “Beppe” essere veraci, simpatici ed un pochino eroi!

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  7. Monica ha detto:

    Sempre detto che a Vertine c’è qualcosa di speciale nell’aria per venirci fuori gente cosi bella

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  8. Alessandra ha detto:

    E ai nostri giorni qualcuno si stupisce se Testa Pelata e i suoi soci non sono riusciti a colonizzare totalmente il paesello come volevano? 🙂

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  9. Carla ha detto:

    Un gran bell’articolo

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  10. michela ha detto:

    Grazie Beppe

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  11. Andrea Pagliantini ha detto:

    Questa vicenda non la conoscevo, mi è stata raccontata da una memoria storica del luogo poco tempo fa e credo rappresenti bene l’essenza dello spirito contraddistingue la vita in questo poggio.
    Beppe era il mio bis nonno e purtroppo non l’ho conosciuto.
    Forse cara N c’è davvero un filo comune che lega tutti i Beppi di una certa epoca e li rende unici e con tante cose da dire, ma con la modestia di tenere sempre un passo indietro a coccola di chi è caro.
    I tempi da allora sono cambiati e molto.
    La solidarietà fra genti rimane con bellissime sacche di resistenza e queste ce le teniamo ben strette, permeabili a come gira il mondo.

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  12. luigi ha detto:

    Mi associo, gran bell’articolo

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  13. Roberto/Trescogli ha detto:

    A Beppe e al suo pronipote

    Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo.
    (Voltaire)

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  14. an ha detto:

    Io credo sia il bis nonno ad aver preso da te 🙂

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  15. Andrea Pagliantini ha detto:

    Aver appreso quella storia mi ha commosso e reso ancora più piccino.
    il mio bis nonno ha fatto la supercazzola al podestà e al prete nello stesso momento, cosa che a me non potrà riuscire mai.

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